SUTRIO
La storia
Sutrio è situato nella valle della Bût, su di un colle alto sopra il torrente, alla quota di 570 metri. Tradizionalmente questa valle è chiamata "Canale di San Pietro".
L'insediamento antico del paese era posto più in alto, sulla costa del monte San Nicolò. Non si hanno notizie su Sutrio nel Medioevo; nella memoria popolare c'è il ricordo di un castello; alcuni scavi hanno portato alla luce degli elementi architettonici, come colonne e capitelli: da qui viene la presenza, nello stemma del Comune, di una torre.
Durante il periodo dei Patriarchi aquileiesi, poi sotto il dominio di Venezia (1420-1797) ee lungo i due ultimi secoli, Sutrio ha vissuto le vicende comuni a tutta la Carnia.
Nella Pieve, dedicata a tutti i Santi, si ha un altare di legno del secolo XVII e un altare maggiore particolarmente decorativo.
A Noiariis, nella chiesetta di Santa Orsola, ci sono affreschi del secolo XV. Nella chiesa di San Nicolò si può ammirare un'icona lignea d'uno stile carinziano-carniolino, che non ha altri esempi in Friuli.
Il nome
Il nome di Sutrio/Sudri lo si trova citato la prima volta nel 1212 nella forma "de Sudrio": sulla sua origine ci sono solo ipotesi: che sia una voce celtica o che vada riferita al passaggio nella valle di umbro-etruschi provenienti da Sutri (Viterbo). La frazione di Noiariis è citata la prima volta nel 1176 con le parole "in Carnea villam de Nogarias"; il toponimo viene dal latino "nucarius", da "nucem", noce.
Il nome di Priola lo si trova citato nella carte degli archivi la prima volta sotto l'anno 1015, con l'espressione "de villa quae vocatur Peregula"; poi, nel 1172, troviamo "de Perules". Si pensa ad una derivazione dal latino "pirus", l'albero del pero, nella forma diminutiva in "-iculu".
I sutriesi famosi
Meritano una citazione, delle persone nate a Sutrio, almeno queste quattro: Basilio Di Ronco (1897-1978), amministratore e imprenditore nel campo dei mobili; Giulio Moro (1919-1988), compositore di canti religiosi e popolari, specie per i bambini; Gemma Nodale Chiapolino (n.1922), poetessa in lingua friulana; Carlo Quaglia (n.1939), studioso delle tradizioni del popolo carnico.