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TALMASSONS

La storia
Con le sue frazioni, è situato, come Castions di Strada e Gonârs, lungo la "Strada alta", un'arteria antica che correva "al di sopra" delle risorgive. Le vicende altomedievali sono poco note; si sa però che, come diversi paesi di questa zona, Talmassons era soggetto al dominio dei Patriarchi di Aquileia; questi lo diedero in feudo ai Conti di Gorizia, che esercitavano la loro giurisdizione mediante dei "gastaldi".
Nella storia del Comune è stata importante la Pieve di Santa Maria di Flambro, une delle più antiche del Patriarcato: la "Plebs Flambri" è ricordata la prima volta in un documento del 1126; il "plebanus" (plevan, pievano), veniva presentato al Patriarca dai Conti di Gorizia, ai quali succedette nel 1497 l'Imperatore d'Austria Massimiliano.
Dopo il 1500 si ebbero varie vicende, soprattutto per gli interventi della Repubblica di Venezia che, avendo ottenuto la contea di Belgrado, si impossessò di un vasto territorio, comprendente anche Talmassons e Flambro.
Venezia diede in feudo questi paesi ai Savorgnan. Si ricostruì allora la cortina difensiva, che gli udinesi avevano distrutto nel 1346.
Durante le invasioni dei turchi (1477-1499) venne distrutto il villaggio di S.Antonio, di cui rimase solo la chiesa; gli abitanti si rifugiarono a Flambro e a Lestizza. Dal secolo XVII in poi la storia di Talmassons coincise ovviamente con quella dell'intero Friuli centro-occidentale.
Talmassons era ed è tuttora un centro agricolo, ma negli ultimi decenni lungo la strada statale 252, la "Napoleonica", sono sorte diverse attività artigianali ed industriali, specie per la lavorazione del legno.
Nei nostri anni il Comune conta circa 4.500 abitanti.

Il nome
Il nome di Talmassons è uno dei toponimi friulani che non hanno mai ricevuto una forma in italiano. Lo si trova scritto la prima volta in un documento del 1174, con le parole "usque ad Talmasones". Gli esperti hanno avanzato diverse ipotesi sull'origine del nome: potrebbe essere un "prediale", riferito ad un certo "Talmasius", o derivare da "mansio", casa di campagna, con il prefisso "tal" nel senso di "nel"; ma è un fatto che la voce "Talm" la si trova, sembra, solo in Friuli e in Romania (da noi ci sono un monte "Talm" e due villaggi "Talmasson" nel Pordenonese).
Flambro (prima citazione nel 1101) ha ricevuto il nome da un germanico "Flamprath". Flumignano (scritto in carte del 1256) è un "prediale" da un romano (un soldato?) "Flaminius". Sant Andrât si ritiene sia una forma con influenze slave sul nome di Sant'Andrea.

I talmassonesi da ricordare
Fra le persone originarie di questo Comune, meritano una citazione, purtroppo breve, almeno queste: Pacifico Valussi (1813-1893), ingegnere, deputato, economista, giornalista; Eugenio Carlo Valussi (1837-1903), sacerdote, deputato a Vienna, eletto a Gorizia, dal 1873 al 1886, poi Vescovo di Trieste dal 1886 alla morte; Natale Turco (1889-1927), pubblicista, sociologo, docente di filosofia; Paolo Fortunati (1906-1980), docente universitario, senatore, presidente della Società italiana di Statistica; Cornelio Fabro (1911-1995), sacerdote, teologo, delegato italiano nella Commissione dell'UNESCO incaricata di redigere la "Dichiarazione dei diritti dell'uomo"; Vergilio Gamboso (n.nel 1930), sacerdote, autore di pregevoli studi su S.Francesco d'Assisi e S.Antonio da Padova.
 

 

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