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La fotografia che potete vedere qui a fianco non è stata scattata in uno dei tre comuni della costa slovena (Koper/Capodistria, Piran/Pirano, Izola/Isola) laddove, visto che da secoli risiede una minoranza italiana, esiste un bilinguismo sulla carta perfetto e paritario tra sloveno e italiano. La tabella che vedete qui a lato è invece stata inaugurata di recente, lo scorso martedì 22 dicembre, e si trova sulla facciata di palazzo Galatti, sede della Provincia di Trieste, situata nel capoluogo giuliano al numero 4 di piazza Vittorio Veneto. La scelta di esporre una tabella bilingue italiano/sloveno è stata voluta dalla presidente dell’ente, Maria Teresa Bassa Poropat, alla guida di una giunta di centrosinistra in carica dall’aprile del 2006: lo scoprimento della targa è giunto in occasione del secondo anniversario dell’ingresso della Slovenia nella cosiddetta “area Schengen”, all’interno della quale i cittadini dei paesi europei che ne fanno parte possono muoversi da uno stato all’altro senza avere più a che fare con i confini.
La decisione di esporre questa nuova tabella con la scritta “Provincia di Trieste – Pokrajina Trst” non è però piaciuta a tutti. Marco Vascotto, capogruppo di An nel Consiglio provinciale, ha presentato una interrogazione chiedendo quanto denaro sia arrivato per la scritta dai fondi regionali in favore delle leggi di tutela dello sloveno e se esistano atti ufficiali dell’ente di palazzo Galatti che prevedano la sua collocazione. Gli uffici della Provincia giuliana hanno fatto sapere che per i costi per la progettazione, la realizzazione e la posa in opera della tabella di marmo in questione, la Regione ha assicurato 5 mila euro, mentre, sempre nell’ambito delle norme di tutela della lingua slovena, altri 10 mila euro sono stati finanziati per piazzare altre targhe bilingui nei vari uffici della Provincia e nelle sue sedi staccate.