
Tito Maniacco
“Nel 1660 il Patriarca Dolfin stabilisce che i preti adoperino la “lingua materna et vernacula” ...

VILLESSE
Non si può escludere che questo paese, situato tra Judrio e Isonzo, sia esistito già ...

STORIE SOTTO L'OMBRELLONE di Toni Merlot
Questa mi è capitata in ferie. Sentite cosa succede in Friuli.
Allora, ero andato a Lignano ...

Era il 3 Aprile 1077 quando a Pavia l'Imperatore Enrico IV sancì la nascita della Patria del Friuli, come premio alla lealtà del Patriarca Sigeardo che, durante la guerra civile contro l'Imperatore, si era schierato dalla sua parte. Per l'Imperatore l'appoggio patriarcale era stato fondamentale per riaffermare il suo potere, e per altro, il Patriarca era un suo vecchio amico, essendo stato suo cancelliere per molti anni.
“Si costituiva così - spiega lo storico Giancarlo Menis nella sua “Storia del Friuli" - un vasto e compatto territorio che doveva sottostare alla giurisdizione feudale del Patriarca. In poche parole veniva fondato quel "principatus Italiae et Imperii" politico-ecclesiastico, che sanciva una realtà sociale già consolidata attraverso un lungo processo storico che, di lì in avanti, per tre secoli e mezzo, avrebbe unito i friulani in forme sempre più elevate di vita civile".
Negli anni successivi si sarebbe affiancato al Patriarca un altro potere, il Parlamento della Patria, dove si riunivano il clero, i nobili e i rappresentanti dei comuni. Già nel XIV secolo il Parlamento era diventato la più grande assemblea legislativa, il maggior tribunale d'appello e amministrativo, riuscendo a controllare lo stesso Patriarca.
Per questo suo importante significato il 3 Aprile rappresenta anche oggi un momento fondamentale per la comunità friulana, una vera festa nazionale per rievocare e ripensare in chiave moderna le forme di autogoverno e rappresentatività che, per molti anni, hanno caratterizzato