
Valentino Cecuti
“La lingua friulana, a torto chiamata barbara e straniera, racchiude in sé le finezze di ...

FORNI DI SOPRA
I luoghi, la storia
Questo paese è il primo che il Tagliamento incontra nella sua ...

Perché no, anche per noi, “l’isola dei famosi”?
Al giorno d’oggi sono sempre più numerosi coloro che non trovano altro modo, per far ...
Cari lettori,
dopo una lunga ed attenta riflessione, vi comunico che l’esperienza di Lenghe.net finisce qui. Finisce, però, lasciando un seme per il futuro.
Nel 2001 l’editore, l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, decise di far nascere il mensile “INT”, col suo bel formato tabloid e la versione speculare bilingue, da un lato in friulano e dall’altro in italiano. Era un giornale giovane, fatto per gran parte da giovani, per fare informazioni in friulano in una prospettiva europea. Nel 2004 si decise di andare oltre, grazie ad Internet: era venuto il momento di www.lenghe.net, il portale che di “INT” ha mantenuto la redazione, la versione bilingue e un archivio ricco di materiali e documentazione, rinnovato nella grafica e nei contenuti agli inizi del 2007.
Questo per sottolineare che le nostre scelte più importanti sono sempre state fatte con estrema ponderazione e guardando avanti, per cercare di vivere in modo autentico la nostra lingua e la nostra cultura in un mondo che ormai ha ben poco a che fare con quello dei nostri avi. È stato un decennio di battaglie e di militanza, che ci ha visti tra i principali attori nel portare avanti l’informazione in lingua friulana e sul Friuli, con un occhio di riguardo anche alle altre esperienze minoritarie. Crediamo di poter dire, con soddisfazione, di aver saputo leggere la pagina del nostro tempo. La stessa pagina che oggi abbiamo scelto di girare, per poter scrivere qualcos’altro.
Approntare con una cadenza quasi quotidiana il servizio informativo di Lenghe.net non è stato facile ed ha richiesto un impegno gravoso e costante. Un impegno che oggi è diventato impossibile mantenere, non solo per un discorso – che tuttavia va fatto – di sostenibilità finanziaria dopo i pesanti tagli subiti anno dopo anno, ma soprattutto per la mancanza di prospettive di un settore – quello dell’informazione in marilenghe – che negli ultimi anni è stato messo all’ultimo posto, nella lista delle priorità, da parte delle istituzioni chiamate a realizzare le politiche di tutela.
Il nostro numeroso pubblico di lettori, tuttavia, non resterà a bocca asciutta: presto torneremo al lavoro con un’altra faccia, un’altra struttura e altri obiettivi, sempre su Internet. Chi vorrà tenersi informato su tale percorso si iscriva alla newsletter, se non lo ha già fatto.
Chiudendo questo commiato, il pensiero va alle tante persone sparse per il Friuli, e soprattutto per il mondo, che vogliono ancora bene a questa lingua, a questa terra. Nel corso di questi anni abbiamo lavorato, nel nostro piccolo, per seminare e coltivare, questa terra: siamo sicuri che i semi, prima o poi, daranno i loro frutti.
Mandi!
Anna Bogaro
Direttore responsabile

Domenica 10 gennaio 2010 per la partita Udinese – Lazio avremo la prima telecronaca in diretta in friulano, grazie alla traduzione simultanea da parte del personale dell’ARLeF. Basterà accedere alla sezione “live match” del sito web ufficiale dell’Udinese (www.udinese.it). “In questo momento cruciale - commenta il direttore dell’ARLeF Massimo Duca – per il futuro calcistico della squadra, a tre punti dalla zona retrocessione, la vicinanza tra sport e cultura trasmette un messaggio positivo e incoraggiante a tutti gli appassionati di calcio.”
Sarà presente in tribuna, a fianco del presidente Franco Soldati, il presidente dell’ARLeF Lorenzo Zanon.

Alice Antoniazzi, Flavia Barbacetto Eliana, Cargnelutti Cornelia, Corbellini Giusi Foschia, Katia Franz Anna Maria, Giordano Bruno Marina, Martin Nives Meroi Tania, Morandini Luisa Polonia, Luisa Sello Anna Sossi, Alessia Tuttino e...La Pimpa.
Sono le protagoniste del nuovo numero del quindicinale tutto in marilenghe, Il Diari, che ha voluto dedicare alle donne l’anno che si sta chiudendo. All’interno tante altre notizie, rubriche e la pagina curata dalla Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane.



Una questione di democrazia
Celebrare il compleanno di una legge è un fatto inusuale, eppure in tutta Italia le minoranze stanno organizzando delle manifestazioni per i dieci anni della legge 482/99, sulla tutela delle minoranze linguistiche storiche. Credo, tuttavia, che tutti, anche coloro che non appartengono alle comunità di minoranza, avrebbero motivo per festeggiare. Per spiegarne la ragione mi servirò di un aneddoto svoltosi fuori dalle terre di minoranza. Era il 1975 quando, a Milano, il catalano Aureli Argemì decise di dare vita ad una delle più importanti associazioni europee per la tutela delle minoranze: il Ciemen. Argemì non viveva in Italia per scelta, ma vi era stato esiliato dal dittatore Franco per le sue posizioni favorevoli alla lingua catalana. Fatta l’associazione, bisognava trovare una sede e fu per questo che si rivolse al sindaco del tempo, Aldo Aniasi, milanese doc (sebbene di natali friulani), socialista ed ex partigiano. “Di cosa vi occupate?” chiese Aniasi. “Di minoranze linguistiche”, rispose Argemì. “Allora vi darò subito la sede”, sentenziò il sindaco, “perché la tutela delle minoranze è fondamentale per la democrazia”.


Registi e produttori presenti alla prima edizione della Mostre dal Cine hanno espresso il loro entusiasmo per l’iniziativa considerandola una straordinaria occasione per il cinema delle nazioni europee senza stato per stabilire un rapporto continuativo tra autori e le realtà produttive e distributive anche per fare sentire maggiormente il loro peso a livello delle istituzioni europee. Gli ospiti hanno quindi chiesto che la Mostre dal Cine di Udine diventi punto di riferimento permanente tra le varie cinematografie europee che si esprimono nelle lingue proprie delle nazioni senza stato così da creare una rete che metta in relazione le varie realtà produttive. A questo proposito i registi e i produttori presenti a Udine provenienti dalla Galizia, dai Paesi Baschi, dalla Catalogna, dall’Occitania, dal Galles e dalla Bretagna, si sono riuniti per discutere sulle problematiche legate alla produzione, al sostegno economico e alla diffusione dei loro film.

